Ex Libris – Una storia in breve

 

“Nato per il libro e legato al suo destino, l’Ex Libris
continuerà ad essere un amico prezioso dell’uomo
di cultura di ogni tempo e di ogni paese”.
(Maria Adriana Gai)

 

Dalle note di possesso manoscritte all’ex libris a stampa
Una storia in breve

 

di Gian Carlo Torre – Storico dell’ex libris

 

Il mondo della stampa, dell’editoria e dei bibliofili ci ha donato, nei secoli, numerosi “tesori di carta” quali gli incunaboli, le mirabili pagine stampate da Gutenberg, Manuzio, Plantin, Bodoni, ed altri, le preziose legature, le immagini e le scene incise. Il libro fin dai primordi è stato considerato un bene prezioso, segno di prestigio, e come tale salvaguardato, ne sono traccia le “note di possesso”, annotazioni, talora corredate da una illustrazione, poste sui codici antichi per indicarne il proprietario, e le catene che fissavano i volumi ai plutei o ai piani delle biblioteche, esemplari quelli della Biblioteca Laurenziana a Firenze. I primordiali segni di proprietà librari risalgono alle placchette ceramiche smaltate, contenenti il nome del faraone Amenofi III (14 secolo a.C.), applicate ai lati delle scatole contenenti i papiri e alle iscrizioni in scrittura cuneiforme sulle tavolette raccolte dal Re Assiro Sardanapalo in Ninive (VI secolo a.C) recitante “Palazzo di Assurbanipal, re degli eserciti, re della terra di Assiria”. La biblioteca non è un accumulo di oggetti di carta ma bensì una collezione di libri che ci mostra il percorso culturale del titolare e molto spesso nasconde un tesoro particolare: quello costituito dall’ex libris, l’erede delle note di possesso, nato per essere incollato al libro, segno di ammirazione verso il libro ed il suo autore. La locuzione Ex Libris (= dai libri di) indica ogni contrassegno di proprietà applicato o applicabile nel libro, nella seconda pagina di copertina, per indicare la biblioteca di provenienza; è un elemento di valore storico e documentale fondamentale, permettendoci di conoscere l’itinerario del libro, le vicissitudini della biblioteca di appartenenza e le donazioni successive. In Germania, ove la tecnica xilografica si sviluppò e si affermò, con la nascita della stampa a caratteri mobili, alla fine del ‘400 comparvero gli ex libris a stampa xilografici che, con immagini, inizialmente essenzialmente araldiche, a committenza religiosa o nobiliare, come attestano le grandi biblioteche dei monasteri, della nobiltà e delle università, sono l’espressione del potere sociale ed economico dei proprietari dei libri. Il più antico ex libris conosciuto, nato nel sud della Germania e risalente al decennio tra il 1470 e 1480, è una xilografia eseguita per il bavarese Hans Knabensberg, detto Igler, capellano della famiglia Von Schoenstett, che ha come soggetto un riccio, il termine corrispondente in tedesco della parola riccio è Igler.

Ex Libris di Hans Knabensberg

Ex Libris di Hans Knabensberg

Con la Rivoluzione Francese crollò l’ex libris araldico, l’artista negli ex libris per la borghesia emergente sostituì il linguaggio araldico con piccole illustrazioni di genere vignettistico. All’inizio del 900 abbiamo “l’epoca d’ oro dell’ex libris” grazie al simbolismo dell’Art Nouveau nelle sue differenti espressioni nazionali. L’ex libris, generalmente di dimensioni limitate, è una piccola opera d’arte, è una piccola incisione dedicata nata dal dialogo tra il committente e l’artista che interpreta e realizza graficamente quanto indicato e desiderato, in quanto strumento di comunicazione ha la necessità di essere chiaro e chiarificatore assolvendo a due messaggi: la appartenenza e la decorazione. È un cartellino, che, incollato nella seconda pagina di copertina di un libro, ci presenta il proprietario del libro. Nell’ex libris infatti è sempre indicato il nome e cognome o le iniziali del committente, sono spesso presenti differenti elementi simbolici atti ad indicare la sua professione, il suo pensiero, gli interessi letterari, ludici e i gusti. La presenza di motti ci permette altresì di evidenziare la personalità , l’immagine morale del committente, l’ex libris è il ritratto intellettuale del lettore, palesa il suo pensiero, i suoi gusti, le sue passioni e anche le verità e i valori nei quali si riconosce. L’ex libris diffondendosi in più esemplari da momento di dialogo tra l’artista incisore ed il committente diviene un ulteriore elemento di comunicazione tra le persone, tra i popoli anche se non è coinvolto in una comunicazione di massa come quella assicurata dagli attuali mezzi di informazione. L’ex libris da 500 anni accompagna le opere raccolte dai bibliofili, sia studiosi che collezionisti, dai lettori e da coloro che amano circondarsi di libri. Il titolare di un ex libris possiede , in un’epoca di massificazione e di produzione standard, un prodotto, unico, da lui ordinato e per lui realizzato da un artista. L’ex libris diviene un valido mezzo di contatto tra persone di tutto il mondo. L’amore per la grafica unito allo spirito del collezionismo ha permesso la costituzione delle raccolte di ex libris; alla fine dell’ 800 i collezionisti europei di ex libris anno dato vita alle prime associazioni nazionali exlibristiche e successivamente alla F.I.S.A.E. (Fedération Intenationale des Societés d’Amateurs d’Exlibris) che biennalmente si riuniscono in occasione della riunione internazionale.
Differenti sono le tecniche di esecuzione degli ex libris; la prima tecnica usata fu la xilografia (in essa le parti scavate risulteranno bianche mentre le parti in rilievo riceveranno l’inchiostro = tecniche in rilievo). Tra il 1600 ed il 1700 all’uso del legno si preferì il rame per la miglior resa descrittiva e la miglior nitidezza del segno, per la sottigliezza del tratto e gli effetti chiaroscurali (qui abbiamo il contrario le parti scavate riceveranno l’inchiostro mentre le parti in rilievo rimarranno bianche = tecniche in cavo). La comparsa dei sistemi di riproduzione fotomeccanica, i cliché e la litografia industriale permisero una diffusione dell’ex libris anche se in alcuni casi spesso ne impoverirono il livello artistico. Attualmente assistiamo ad una evoluzione delle tecniche di esecuzione che grazie al computer ci fornisce nuove ed infinite possibilità di immagine con il CGD (Computer Generated Design) e il CRD (Computer Reproduced Design). Numerosi sono gli Artisti moderni e contemporanei italiani e stranieri ( citiamo Boccioni, Campigli, Maccari, Manzù, Rognoni, Valentini, Vedova, Veronesi, Dalì, Klee, Klimt, Magritte, Matisse, Mondrian, Picasso) che si sono cimentati nell’esecuzione di ex libris dimostrando come la qualità di un’opera non sia determinata dal suo formato. L’ex libris da momento di identità diviene uno strumento multidisciplinare di conoscenza, essendo il punto di incontro di differenti discipline: la storia, l’araldica, la simbologia, la bibliografia, la grafica, l’illustrazione etc., e il testimone dell’evoluzione della cultura e delle tecniche incisorie e di stampa nel corso dei secoli. Ogni periodo storico, ogni variazione del costume ha lasciato la sua impronta nell’ex libris che ne ha assorbito i caratteri ed i gusti. L’ex libris è un indice della cultura di ogni paese, fornisce infatti elementi e segni di valore documentale per la storia della stampa, per la vita del libro stesso e per il linguaggio grafico essendo una grafica di piccolo formato; in situazioni particolari e nei momenti di oppressione l’ex libris ha costituito un mezzo di diffusione di cultura assai più significativo dell’arte ufficiale” .

 

L’amministrazione comunale in collaborazione con l’ Accademia Aldina di Bassiano, per celebrare la figura di Aldo Manuzio, ricorrendo il 500° anniversario della sua morte ha indetto un Concorso Internazionale a premi di Ex Libris dal titolo:

 

“Aldo Manuzio dal folio al tascabile.

La vita e l’opera del primo editore moderno.

Gli ex libris narrano ed illustrano.”

 

In allegato il bando per partecipare al concorso.